venerdì 9 giugno 2017

Aston Martin Stonehenge - Stampata in 3d in scala 1:8

Fai click QUI per vedere l'Aston Martin Stonehenge sull'Autodromo di Modena.
Click HERE to see the Aston Martin Stonehenge on Modena Racetrack.







Prima galleria fotografica del prototipo Stonehenge in scala 1:8, studio aerodinamico e stilistico ispirato al marchio Aston Martin, da me ralizzato "in casa" con stampa 3d.
Nel blog Fabbrica In Scatola è possibile vedere una rassegna delle fasi salienti della lavorazione.
Fate click QUI per passare all'altro sito.

Fate click qui per visualizzare tutti i post dedicati alla Stonehenge.

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ASTON MARTIN STONEHENGE - 3D PRINTED IN 1:8TH SCALE

First photo gallery of the Stonehenge prototype in 1:8th scale, an aerodynamics and style concept inspired by Aston Martin. The maquette is "home made" by myself with 3d printer.
The Fabbrica In Scatola blog features also a collection of snapshots about the main manufacturing steps of the model.
Please click HERE to see the other website.

Click here to see all the posts about the Stonehenge concept.

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lunedì 6 febbraio 2017

Tricicli a emissioni zero - Collaborazione con IL CELERIFERO


Sono orgoglioso di annunciare la mia collaborazione con la neonata azienda IL CELERIFERO, per il design di una gamma di tricicli a emissioni zero. Il progetto nasce a Maranello da un gruppo di appassionati, decisi ad affrontare il tema della mobilità senza impatto ambientale.
Punto di forza della loro idea di triciclo è la possibilità di adattare il veicolo ad ogni esigenza di utilizzo, dal trasporto persone in modalità "side-car" al carico merci, fino all'impiego per la nettezza urbana.
Ringrazio tanto i Responsabili Tecnici de Il Celerifero per avermi coinvolto nella loro avventura, affidandomi il compito di aiutarli nel trovare le giuste ispirazioni stilistiche.

Per conoscere ogni dettaglio dell'opera, visitate il sito http://www.ilcelerifero.it/ ,
oppure seguiteli su https://www.facebook.com/ilceleriferosrl/ .

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Zero emission tricycles - Cooperation with IL CELERIFERO

I'm proud to announce my cooperation with start-up Company IL CELERIFERO, to design a range of three-wheels zero-emission vehicles. The project was born in Maranello from a group of passionate people, with the aim to give contribution to the world of transport without environmental impact.
The core idea of their project is to make a multi-purpose tricycle, which is suitable to every need of transport, as a "side-car" for people moving, as a freight cargo, or even as a vehicle for urban cleaning.
I am grateful to the Technical Managers of Il Celerifero for involving me in their adventure, by asking my help in finding the right style inspirations.

To know every feature of their work, please visit http://www.ilcelerifero.it/ ,
or follow them on https://www.facebook.com/ilceleriferosrl/ .

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sabato 23 aprile 2016

Bozzetto estemporaneo: Gocce di Miura


Il motivo ispiratore che ho seguito per disegnare questo quadretto è la ricerca di una nuova modernità per il marchio Lamborghini. Il prototipo Asterion, presentato nel 2014, mostra un forte richiamo agli albori del Marchio, quando ancora non vi era traccia di quel ricorso alle linee spigolose, apparse nel 1972 con la Countach e portate fino ai giorni nostri con crescente determinazione.
Lo spirito aggressivo e innovatore tipico di Lamborghini può manifestarsi anche attraverso il ricordo delle origini più classiche, utilizzate per delineare nuove forme di espressione tecnologica.
Il quadro si intitola "Gocce di Miura", in omaggio a una Lamborghini che sconvolse il Mondo nel 1968, introducendo nella produzione di serie la rivoluzione del motore centrale, abbinato a criteri costruttivi generali tipici della filosofia delle corse. Ne risultò una carrozzeria impressionante, frutto dell'entusiasmo creativo dello stilista Marcello Gandini, magistralmente interpretato dall'arte di Nuccio Bertone. Svariati dettagli richiamano fortemente il panorama automobilistico di allora, ma i contenuti innovativi della Miura influenzano quelle linee classiche, trasformandole in un'elegante opera di esplosività futurista.
Le "gocce di Miura" che cadono sul mio bozzetto vogliono rappresentare una possibile Lamborghini il cui stile in parte ritrovi la dolcezza delle forme sinuose, e in parte comunichi alcune innovazioni attraverso linee ruvide, che richiamino la parentela con i modelli del Toro più significativi.
Le novità del design riguardano l'inedita composizione del frontale, in cui il doppio profilo alare è incorniciato da un "tratto" ovale che ricorda la presa d'aria della Miura; il resto è nell'aerodinamica posteriore, che risente delle mie recenti ricerche compiute sul prototipo Aston Martin Stonehenge, illustrato in questo sito. È stata immaginata una dinamica dei flussi il cui punto in comune con la Stonehenge è l'apertura dei canali di scorrimento dell'aria tra le ruote posteriori e il gruppo motore, suddividendo la carrozzeria in volumi parzialmente indipendenti fra loro.

Impromptu artwork: Drops of Miura

The inspiration purpose that I followed during the making of this drawing is the research of a new modern identity for Lamborghini Brand. The Asterion concept, introduced in 2014, shows a strong memory of the early years, when there was yet no sign of the sharp design that began in 1972 with Countach then developed even stronger until today.
The aggressive and innovative spirit that belongs to Lamborghini can show up even through the 
memory of the more classical beginnings, which can be translated into expressions of new technological inventions.
The choice of “Drops of Miura” as a title of my artwork is a tribute to a Lamborghini that upset the World in 1968, by transferring into ordinary production some racing features like the central position of the engine and the general philosophy of the project. The influence on the design of the coachwork fired Marcello Gandini's inspiration, then his ideas were brougth into reality by Master Cachbuilder Nuccio Bertone and the result was nothing but stunning.
Many design details strongly connect the Miura with contemporary age, but the revolutionary contents of the car made a classical styling become an explosive expression of futurism.
The “drops of Miura” falling down on my drawing want to create a Lamborghini design which expresses personality through smooth lines, along with sharp and raw edges that highlight some new contents, as well as styling details to recall the best of Bull's producion.
The new features are about the front, where we see the double wing “framed” by a simple oval layout that recalls the main air intake of the Miura; then we have the aerodynamic working of the rear, where it's quite visible the influence of my latest study on Aston Martin Stonehenge concept, available in this blog. This Lamborghini shares with the Stonehenge the air ducts between the rear wheels and the central engine unit, with the result of a bodywork that looks as split into three different volumes and not as a single body.

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martedì 8 settembre 2015

Aston Martin Stonehenge – Immagini del modello stampato in 3D










Questo post è dedicato alla prima galleria fotografica del prototipo, realizzato in scala 1:14.
Nel tempo, arriveranno nuove inquadrature, che permetteranno di osservare la mia Aston Martin da ogni punto di vista.
Intanto, nell'altro blog "Fabbrica In Scatola"  è possibile vedere, in tempo reale, la nascita della Stonehenge in scala 1:8!

Aston Martin Stonehenge – Photo gallery of the 3D printed model

Here is the first collection of pictures about the 1:14 scale model.
The gallery will be periodically upgraded with new snapshots, that will give you a full overview of my Aston Martin from every point of view.
Meanwhile, on my blog  "Fabbrica In Scatola"  you will see real-time updates about the birth of the 1:8th scale model!

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sabato 8 agosto 2015

Aston Martin Stonehenge – Una nuova filosofia di stile stampata in 3D



Iniziate ad osservare da vicino l’affascinante gruppo dei megaliti di Stonehenge: vedrete solo nuda e pesante roccia, perfettamente tagliata e levigata solo sulle superfici di contatto fra i vari elementi.
Ma se lo sguardo si allontana, anzi, spostandoci in alto, si vedrà la disposizione esattamente circolare dei macigni e quella sensazione di gravità diventerà quasi leggerezza, perché il cerchio sembrerà ruotare su se stesso, come se descrivesse un’orbita, sospeso nell’Universo.
Prendete ora una qualsiasi vettura Aston Martin e ripetete l’esperimento, partendo dal dettaglio per spostarvi a una visione d’insieme. Vedrete dapprima un oggetto essenziale e ben rifinito; ampliando il campo visivo, le sue linee appariranno come logica evoluzione dell’intero lavoro stilistico a cui appartiene. Le superfici della carrozzeria avvolgono il telaio con elegante continuità e composto dinamismo, lasciando intuire le impressionanti potenzialità che il motore può esprimere.
Diversi anni fa, mi posi una domanda: è possibile creare il design di un’Aston Martin che mostri, nel complesso, gli equilibri e i tratti tipici del Marchio, ma che risulti, nel dettaglio, formato da oggetti quasi indipendenti fra loro, addirittura pesanti, “ruvidi” e sgraziati? In altre parole, una sorta di “Stonehenge” su quattro ruote…
Ecco perché il progetto si chiama con il nome in codice “0215”: le prime due cifre indicano il 2002, anno in cui questa domanda nacque nella mia mente. Non voglio dire che siano trascorsi 13 anni di ricerca continua, ma il problema è sempre stato presente in me, ho tentato molte soluzioni e nessuna centrava l’obiettivo. Quest’anno, ero sul punto di rinunciare, poi è nato il prototipo che inizio a mostrarvi con le prime foto qui pubblicate. Dunque, non credo di essere arrivato a un punto di arrivo, ma la mia Aston Martin “Stonehenge” può rappresentare l’inizio di un inedito percorso di ricerca, applicabile anche alle filosofie stilistiche di altre Aziende. Il mio lavoro risponde non soltanto a requisiti puramente estetici, ma proprio le alte prestazioni dell’auto hanno incentivato un’attenzione particolare ai problemi dell’aerodinamica, sia sul fronte della stabilità nella guida veloce, sia nel miglioramento dell’efficienza energetica.
Insomma, la Stonehenge ha finalmente tradotto in realtà un concetto astratto che nel 2002 era puramente indefinito, ma ora si presta a ispirare future evoluzioni.
L’argomento è ricco di spunti di approfondimento e merita di essere visto dal vero, non soltanto attraverso i disegni, ed è per tali ragioni che ho deciso di creare un modello in scala con la mia stampante 3D.
La maggior parte della futura attività del mio blog sarà dedicata a svelare sempre più nel dettaglio le caratteristiche della mia Aston Martin; per ora, mi fermo qui senza fornire descrizioni, né spiegazioni tecniche.
Vi lascio le prime due foto “ufficiali” della Stonehenge perché iniziate a comprendere a fondo il concetto stilistico, immaginando quello che ancora non si vede.
Vi ringrazio per l’attenzione che vorrete dedicare.


Aston Martin Stonehenge – A new design philosophy printed in three dimensions

Let’s start watching the charming group of megaliths of Stonehenge: you will see only bare and heavy rock, with perfectly cut and smooth surfaces where the elements lean on each other.
But if you look from a longer distance, even from above in the sky, you will see how exactly circular is the layout of the rocks thus you will feel how that “heaviness” turns into “lightness”, because that circle will suggest a sort of rotation, like it’s floating in the Universe in orbital move.
Let’s now consider any Aston Martin model and repeat the experiment, starting from a close-up on a single detail then watching the whole bodywork. You will see first an essential and well finished object; the more your sight  gets wider, the more this detail will become as a logical evolution of the whole design work it belongs to.
The surfaces of the coachwork wrap the chassis with continuous elegance and soft dynamic energy, so you can just sense the powerful performance of the engine.
Some years ago, I put  a question to myself: is it possible to conceive an Aston Martin style that shows all the essential balance and distinguishing marks of the Brand, while resulting as a collection of elements with unconnected personalities, each one looking even “heavy”,  “raw” or “clunky”?
In other words, is it possible to design a kind of “Stonehenge” on four wheels?
That’s why I’ve chosen the code number “0215” for this new project: the first two figures mean the 2002 year, when this problem was born in my mind. I don’t mean I’ve spent 13 years in restless research, but the question has always been alive in me, so I tried to find several solutions, every time missing the final goal
This year I was going to quit, then I had the idea for the prototype that I’m going to share with you by starting from these pictures.
It doesn’t mean I’ve reached the final target, but  my Aston Martin “Stonehenge” might be the beginning of an unprecedented creative path, even suitable for the design philosophy of other Brands.
My job is not barely oriented towards aesthetic purposes, especially because the high performance of the vehicle has inspired a peculiar attention for aerodynamics, not just to enhance the handling at high speed, but also to improve the energy efficiency.
Finally, the Stonehenge embodies a theoretical concept that in 2002 was totally undefined and now it’s ready to inspire future evolutions.
 The matter is full of contents, so it deserves to be  watched not only through drawings, but in reality, that’s why I wanted to make a scale model with my 3D printer.
Most of the future activities of my blog will be dedicated to unveil deeper the features of my Aston Martin; but now I let the pictures talk, without additional descriptions nor technical explanations.
Now it’s up to you to understand the personality of Stonehenge  through the first two “official” photos and you will imagine what’s still hidden.
I am grateful to you for the attention you will spend.


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mercoledì 27 maggio 2015

Carro funebre “Death Metal”


Divertiamoci un po’ e immaginiamo un’auto funebre da prestazioni estreme, adatta all’impiego su pista.
L’idea di questo disegno nasce dalla mia esperienza professionale, che comprende anche il settore delle auto funebri.
Il veicolo di base risale ai primi studi compiuti attorno alla Mercedes-Benz Classe E W212.
La trasformazione ipotizza una revisione completa della carrozzeria, che risulta allargata in funzione di un autotelaio con carreggiate più ampie e pneumatici davvero “esagerati”; in più, essa risponde alla necessità di aprire condotti di entrata aria per motore, freni e tutti gli impianti di bordo, oltre allo smaltimento del calore dagli stessi dispositivi.
Oltre all’imponente ala di coda, troviamo una certa abbondanza di superfici aerodinamiche per generare carico e ottimizzare i flussi d’aria laddove insorgerebbero turbolenze o comunque effetti dannosi all’efficienza generale.
Come accade per ogni vettura, sulla porzione anteriore del tetto, viene compressa l’aria che scorre sopra il veicolo, creando un effetto di depressione che aumenta con la velocità a scapito dell’aderenza. Per ridurre tale problema, ho ipotizzato una soluzione per sfogare una parte dell’aria, deviandola attraverso “branchie” laterali.

Infine, il frontale ha ricevuto una radicale trasformazione per eliminare ogni riferimento allo stile della Casa Madre e improntare l’auto con la personalità più cattiva possibile. I gruppi ottici sono stati sostituiti con proiettori e strisce a led reperibili sul mercato, regolarmente omologati, che aiutano a ridurre le spese di allestimento del prototipo.

“Death Metal” hearse

Let’s have some fun and imagine how an extreme-performance hearse might be like, even suitable for track use. The idea about this drawing comes from my professional experience, that even features design consulting for hearse manufacturing.
The basic vehicle belongs to my early studies around Mercedes-Benz E-Class W212.
The tuning rebuilds completely the coachwork, that now is wider because of extended gauge along with huge tyres; moreover, it features several air intakes for engine, brakes and all the on-board devices, with also exhaust ducts for heat.
Besides the large rear wing, there are more aerodynamic surfaces to improve the downforce and optimize the air flow where turbulences arise together with side effects to general efficiency.
As it happens to every vehicle, the front section of the roof compresses the flow and lowers the air pressure the more speed gets higher. This consequence affects the grip on the track. To reduce this problem, I have conceived a way to exhaust some of the air, that is directed through side “gills”.
Finally, the front has been fully transformed to delete every style mark of the Original Manufacturer and give the car the “angriest” personality. The lights have been replaced with lamps and led spots, all approved and available on the market, that help reducing the expense of prototype manufacturing.

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sabato 9 maggio 2015

Artwork: MASERATI MISTRAL


Il mio piccolo contributo alle celebrazioni per i primi cento anni di storia Maserati: una illustrazione eseguita a Photoshop, dedicata al modello Mistral.
È un'auto di fondamentale importanza nel passato della Fabbrica, perché fu la prima ad essere battezzata col nome di un vento, inaugurando una tradizione che prosegue ancora ai giorni nostri.
Disegnata attorno ad un abitacolo a due posti, la carrozzeria è una sintesi delle tendenze stilistiche tipiche degli anni '60, ma la firma del celebre torinese Pietro Frua si nota nella definizione di un ricercato equilibrio di forme che, accostato all'originalità delle finiture cromate, conferisce alla Mistral una personalità inconfondibile rispetto al panorama contemporaneo.
Il fascino che emana quest'auto è nella combinazione fra un'estetica di superlativa eleganza e una meccanica vincente nelle competizioni, perché il motore (a 6 cilindri in linea) fu derivato da quello della 250F, campione del Mondo di Formula 1 nel 1957 con Juan Manuel Fangio.
Il mio disegno si basa sui colori giallo e blu, che compongono la bandiera di Modena. Nonostante l'accostamento col blu, il giallo ha, per la cultura cittadina, una certa importanza. È risaputo, infatti, che il giallo cittadino fu scelto da Enzo Ferrari come sfondo del Cavallino Rampante; per i clienti Ferrari, il "giallo Modena" è sempre stato uno dei colori disponibili a listino. Come altro esempio, i giocatori della locale squadra di calcio vengono chiamati "Canarini".
L'edificio che si intravede sullo sfondo è la Cattedrale cittadina. Recentemente restaurata, ha ricevuto nuovi lavori di ripristino in seguito al terremoto del 2012. Nata come edificio dell'epoca romanica, ha subito evoluzioni e modifiche attraverso i secoli, fino ai tratti inconfondibili dell'epoca gotica, fra cui lo spettacolare rosone della facciata e la guglia della torre campanaria, il cui stile architettonico ha ispirato ai modenesi il soprannome di Ghirlandina.

My little contribution to the celebrations for the first one hundred years of history of Maserati Factory: an illustration about Mistral model, made through Photoshop.
This car is essential in the past of the Brand, because it was the first one to be named as a wind, becoming the starting point of a tradition that still lasts at the present time.
It was designed around a two-seater layout, with a bodywork that recalls the style trends of the 60s, but the signature of  famous Tourin designer Pietro Frua is highlighted by the careful balance of shapes along with the original look of chrome details, that give the Mistral a unique personality among the contemporary car production.
The charm of this model is due to the combination between the extreme harmony of the body and the performance of the 6-cylinder engine, that was developed from the project of the 250F, driven by Juan Manuel Fangio to achieve the 1957 Formula 1 title.
My drawing is made around yellow and blue colours, that recall the flag of Modena.
Yellow represents an important theme in the local culture. For instance, Enzo Ferrari wanted the Prancing Horse to be depicted on yellow background; for Ferrari Customers, "Modena yellow" has always been available in the basic range of coatings. Furthermore, the players of the local soccer team are known as "Canaries".
The building behind the car is the Cathedral of Modena. After the recent full restoration, new works have been done after the 2012 earthquake. Born as a church of Romanesque period, it has been transformed through the centuries, until the final influences of Gothic age, the two most important ones are: the magnificent rose window on the front and the spire of the bell tower, the style of which has inspired the citizens with the nickname "Ghirlandina" (little garland).

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giovedì 5 febbraio 2015

Alfa Romeo Trigonon: un nuovo design per Montreal e Alfetta




Vi presento il risultato dei miei studi relativi a una nuova personalità estetica per Alfa Romeo, concentrandomi su una proposta di berlina a 4 porte e relativa versione familiare.
Il medesimo principio stilistico è stato, infine, applicato ad una coupé a motore anteriore.
L'ispirazione è nata da Alfetta e Montreal, due modelli degli anni '70, divenuti icone rappresentative per il Marchio.
Ho reinterpretato queste auto ricercando un'identità moderna e dettagli inediti, senza rinunciare alla citazione di alcuni particolari di finitura tipici di allora.
L'obiettivo finale è quello di tracciare le basi per un'immagine con buone possibilità di evoluzione futura verso le prossime generazioni di Alfa Romeo.
Tutti i disegni riportano un marchio, chiamato TRIGONON, perché è quello il nome scelto per la filosofia stilistica, basata sul semplice elemento geometrico del triangolo. Attraverso le linee delle auto, è possibile individuare come tale figura diventi uno strumento per creare un'impressione dinamica che si traduce in forza, velocità, leggerezza, energica aderenza sull'asfalto.
Il triangolo di partenza, da cui prende vita tutto lo stile, è nel frontale: immaginando l'applicazione della tecnologia a led, ho definito i gruppi ottici con linee rette ed essenziali, in modo che restassero solo i due proiettori principali e il marchio Alfa Romeo come unici elementi geometrici circolari. Essi diventano i "poli" di riferimento per un triangolo immaginario, attorno al quale si orientano i tratti del design, che originano poi l'intera immagine della vettura.

Alfa Romeo Trigonon: a new design for Montreal and Alfetta

Let me introduce you to the result of my research for a new design personality about Alfa Romeo, with special focus on a four-door sedan and its station wagon version.
The same style philosophy has been used also for a front-engine sports car.
I got inspired by Alfetta and Montreal, that really became icons for the Brand during the 70's.
The design of these cars has been translated into a modern looking with innovative details, but also some peculiar finishing elements have been "quoted" and renewed.
The final aim is to establish the basics for a design with good chances of evolution towards future Alfa Romeo generations.
All the drawings feature the same TRIGONON emblem, that's the name I choosed for the design rules I imagined for this work.
It means that all the style is conceived around the essential geometry of triangle. Through the lines of the cars, it becomes clear how this shape works as an instrument that suggests dynamic impressions through different meanings: power, speed, lightness, grip on the ground.
The triangle that kick-starts the whole design is in the front: using the led technology, I've created the front light clusters with simple straight lines, thus we have the two main headlamps and the Alfa Romeo logo as the only round geometrical elements.
They become the reference "poles" to describe an imaginary triangle, around which the style begins than develops across the whole bodywork.

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